Chiesa di

San Cassiano

La sua

Storia

La Parrocchia di S. Cassiano fu la prima delle cinque chiese parrocchiali della città, dopo la cattedrale, ad avere da tempo immemorabile il battistero. Come parrocchia, prende la sua origine nella oscurità dei secoli. Le prime notizie registrate risalgono al 2 maggio del 1195, quando si ricorda la cessione fatta dal Vescovo Enrico I (1190-1210) della metà dei beni appartenenti a questa parrocchia al Capitolo Cattedrale; tale possibilità economica indica che doveva avere vari secoli di vita. Fino al 28 aprile 1465 ebbe il titolo di “Chiesa Rettorale”. In quella data, le venne incorporata la parrocchia di S. Eracliano con tutte le sue prerogative e, per questo fatto, acquistò il diritto di precedenza sulle altre chiese della città, con eccezione della Cattedrale [Cfr: D. F. Fabbri, ms. A.c. 85 e Luigi Giordani, Dissertazione sulla chiesa di S. Eracliano (Bibliot. Oliv., Raccolta dal Calogerà, Nuova serie); G. Vaccaj, Pesaro – Pagine di storia e topografia, Pesaro 1909 – Edizione a cura di Roberta Martufi, Flaminia, Pesaro, 1984, pp. 81-82]. La chiesa parrocchiale di S. Cassiano era nel quartiere di San Giacomo, lungo la Via Flaminia (ora Corso XI Settembre) e con territorio su entrambi i lati della stessa. Non si conosce da chi sia stata fondata né in quale tempo esatto; è certo però che è antichissima, come si deduce da una lapide che la dice eretta fin dal principio della “cristiana religione”. Essa si estendeva extra moenia, ma per il crescere dei dimoranti nelle campagne, fu smembrata durante l’episcopato di Mons. Sassatelli (1576-86) in attuazione del Decreto del Visitatore Apostolico Girolamo Ragazzoni del 1574. Così venne creata nel 1578 la nuova parrocchia di S. Matteo Apostolo di Roncaglia, riservando alla parrocchia di San Cassiano i1 diritto di decimare e battezzare con l’obbligo di passare a detto parroco una quota del decimato. Fu consacrata dal Vescovo Alessandro Avio il 3 maggio 1692; l’anniversario della Dedicazione si celebra il 20 ottobre. Già dal 1776 si celebrava la festa dei Santi Cassiano ed Eracliano, “(giacché per la soppressione della canonica di Sant’Eracliano sudetto (sic) fu unita con la prebenda a questa di S. Cassiano la cura dell’anime esistenti nella Parrocchia soppressa)” (Cfr.: A.S.D. P., da “Decreti della Visita Apostolica di Mons. G. Ragazzoni del 1574” in “Frammenti” 1 e “Frammenti” 2, oo. cc.; Visita De Simone, c. 939 e 940). Nel territorio di questa parrocchia sorgevano due belle chiese, quella di S. Lorenzo, ora S. Agostino in cui, per convenzione tra il Vescovo Porta e i Religiosi Agostiniani, fu trasferita nel 1919 la parrocchia di S. Nicolò, e la chiesa di Santo Spirito sita in corso XI Settembre a fianco della ex Pescheria.

A fine secolo XVIII, la sede parrocchiale fu trasferita nella vicina chiesa della confraternita di S. Giuseppe a causa delle precarie condizioni statiche in cui quella di S. Michele Arcangelo era venuta a trovarsi. Ciò avvenne tramite bolla del Papa Pio VI emessa in data 10 settembre 1782, con cui si decretava anche l’abolizione di otto confraternite su quattordici esistenti in Pesaro, tra cui quella di S. Giuseppe. Questa chiesa di S. Giuseppe era stata consacrata dal Vescovo Baglioni il 19 marzo 1626. La vecchia chiesa di S. Michele Arcangelo, che era quasi di fianco a questa seconda, dopo oltre 700 anni dalla costruzione, è stata sconsacrata dal Vescovo Barsanti nel 1779 e ridotta ad uso profano.

La prima aveva in antico il titolo di S. Giacomo Maggiore e S. Biagio Vescovo e Martire, ma già da prima del 1574, conservava soltanto quello di S. Giacomo. Era la parrocchia più piccola della città, ma anche una delle più antiche, avendo fornito la denominazione da tempo immemorabile (forse all’inizio dell’era comunale) ad uno dei quattro quartieri in cui era diviso l’abitato cittadino. Della sua antichità fanno fede una Bolla di Papa Alessandro II del 1062 conservata nell’Archivio del Monastero di S. Michele di Pisa, un privilegio di Papa Lucio III del 1184, oltre a un antico Istrumento Notarile del 1218 e ad un altro privilegio di Papa Alessandro IV del 1259. Dalla pianta topografica del Blaeu si riscontra che la chiesa era al centro dell’attuale Piazza Olivieri e isolata, con la facciata verso la via Almerici e l’abside verso via Sabbatini. Essendo poi cadente per la vetustà e i sinistri dovuti a scadimento ed intemperie, nel 1678 fu riedificata nella posizione attuale. La ricostruzione fu terminata verso la fine del ‘600. In essa si conservano diverse opere artistiche, tra cui la Pala d’altare attribuita a Giovanni Santi, oltre al monumento funerario del celebre erudito Annibale Degli Abati Olivieri, realizzato dallo scultore Sebastiano Pantanelli su disegno di Gian Andrea Lazzarini. Dal 2015 funge da Chiesa dell’Adorazione al posto della chiesa della Maternità.